
Dalla città dei motori, delle catene di montaggio, dell’alienazione da lavoro arriva la colonna sonora del terzo millennio. Con la caduta della Ford, Detroit diventa la città che meglio è riuscita a rappresentare l’era post-industriale e i suoi relativi disagi, legati ai licenziamenti di massa e alle conseguenti rivolte sociali. Da questo clima tutt’altro che sereno, nasce una musica estrema come la Techno, una nuova corrente musicale destinata a sconvolgere i canoni della creazione e della fruizione artistica, che introdurrà un emotività inedita e intensamente fisica, legata a una feroce urgenza del ballo, che non sarà più quello leggero e disinvolto della disco, bensì quello roboante e ben cadenzato dal suono delle macchine. Il vuoto di Detroit aveva reso piena la musica. Primissimi anni ottanta: i sobborghi della Motor City diventano scenario della new thing. Al Belleville High school tre ragazzetti neri appena maggiorenni spinti da una comune passione per la musica (in particolare quella elettronica dei Kraftwerk e Can), cominciano a trafficare con i suoni. Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson: sono loro a scrivere le prime righe di Techno storia. Fondano dapprima la collettiva musicale Deep Space Soundworks e, successivamente, ilDetroit Music Institute che diventerà il punto di partenza per il movimento Cclubbing della città e darà loro la possibilità di racimolare denaro per acquisto delle macchine necessarie a concretizzare il loro progetto. Nel, il leggendario Juan Atkins, colui che per primo coinvolse uomini e mezzi nel suo singolare progetto di futurismo musicale, corona il suo sogno stampando CLEAR sotto lo pseudonimo CYBOTRON; in assoluto il primo prototipo di Techno music mai realizzato prima. Il disco suona di robotica kraftwerkiana ma anche di tagliente funk: è inizio di una nuova era. E ancora, mentre Derrick May con la sua STRINGS OF LIFE reinterpreta il funk di George Clinton e Parliament, Kevin Saunderson stupisce con la storica BIG FUN che, sbarcando nell’estate Londinese dell1987, allarga finalmente i confini della Detroit Techno oltreoceano. Le radio intanto, piuttosto libere a Detroit in quel periodo, rassicurate dai consensi della new generation, continuano a spingere questa nuova corrente musicale in dosi massicce; di conseguenza, quella che poteva apparire come una semplice meteora, diventò, con avvento di una seconda generazione di dj e produttori, una realtà vera e propria. Questa nuova scuderia di artisti porta il nome di UNDERGROUND RESISTANCE e se i tre di Belleville sono i padri della Techno, gli U.R. Mike Banks, Jeff Mills e Robert Hood sono veramente incazzati! Musicalmente e attitudinalmente. U.R. è Techno militanza allo stato puro, è ideologia, è ribellione! U.R. sono i figli degli operai licenziati nelle fabbriche di Detroit, sono i ragazzi che occupano quelle maledette strutture abbandonate e vi organizzano i Techno party per farle rivivere un’ultima volta; sono quelli che sperano che il futuro dei loro figli non sia come quello che è toccato loro. La techno, missione di U.R., ha inizio nel 1990 e amplia i progetti espressi dai creatori prima di loro, introducendo un concetto mai espresso prima in campo musicale, che vede l’etichetta come protagonista del disco rispetto all’artista. U.R. non vuole far conoscere al mondo i suoi artisti, tanto che durante concerti e live-set essi si esibiscono con il volto coperto da passamontagna perché, come dice Mike Banks, siano molto più importanti i suoni di ciò che noi saremo. La linea dura delle nuove leve di Detroit accompagna la Techno dal ai giorni nostri in tutto il mondo, stravendendo singoli come X-101 oppure THE VISION o ancora RIOT, classici ancora oggi stampati e suonati nei migliori club d’avanguardia. Banks, Mills e Hood insieme hanno gettato un ponte fra Juan Atkins, iniziatore, e quelli che molti, in Europa chiamano impropriamente Techno: gli ultimi alfieri di questa musica così indefinibile eppure così saccheggiata. U.R. e ATKINS assieme rappresentano oggi : LA TECHNO, unica che può essere definita tale . Il resto sono solo fandonie da commercianti.
